mercoledì, febbraio 27, 2008

Avignone


Un posto molto bello. La foto mi è venuta pure bene.

Che coincidenza

Che coincidenza ! Ho cominciato il blog in piena campagna elettorale del 2006 e mi ritrovo di nuovo a scrivere in piena campagna elettorale 2008. Forse è il mal di pancia che mi agita in questi particolari momenti.
Sono un assiduo lettore di tutto quanto riguarda la politica italiana ed estera sul web. Proprio per questo sono del tutto disilluso su queste elezioni politiche. Ci stanno facendo credere che un sacco di cose sono in fase di cambiamento........mah ! Per quello che ne capisco è solo facciata, tanto dopo le elezioni, con questa legge elettorale possono fare e disfare maggioranze a piacimento, proprio come nella "prima repubblica"..........solo che all'epoca almeno i candidati potevamo sceglierli noi. Ho un momento di pesante, anzi pesantissimo pessimismo. Speriamo bene. Considero queste poche righe un momento per ripresentarsi al web. Vorrei avere più voglia i scrivere ciò che mi passa per la testa.
Proviamoci.

mercoledì, marzo 22, 2006

Dal sito dell'Agenzia delle Entrate

Avendo l'impressione che questa notizia non sia sufficientemente divulgata, la riporto anche nel mio blog nella speranza che più persone ne vengano a conoscenza.

"Oggetto: Continua la distribuzione delle Tessere sanitarie. Attenzione alle truffe: non ci sono questionari da compilare
Testo:
Sono stati da piu' parti segnalati episodi che possono con tuttaprobabilita' configurarsi come tentativi di truffa ai danni di cittadini, per lo piu' persone anziane, utilizzando la scusa della distribuzione - in corso - della Tessera sanitaria da parte dell'Amministrazione fiscale.
In base alle segnalazioni, sconosciuti - giovani donne o uomini - si presentano a casa di cittadini, qualificandosi talvolta come funzionari del fisco o di Sogei, per accertarsi dell'avvenuta ricezione della Tessera sanitaria. Con l'occasione, propongono la compilazione di un questionario, riguardante informazioni private o di ordine bancario, come: "Lei ha un
figlio, dove lavora?"; oppure "Quante volte suo figlio viene a trovarla?"; oppure "Chi si occupa di gestire le sue pratiche bancarie?". Domande analoghe altri le hanno ricevute al telefono. In proposito, l'Agenzia delle Entrate informa che nessuno e' stato mai autorizzato a somministrare questionari ne' a rivolgere domande ai cittadini in relazione alla Tessera sanitaria. Chi, suo malgrado, si trovasse coinvolto in situazioni del genere, sappia che si tratta di tentativi di truffa. Pertanto, l'Amministrazione fiscale invita a rifiutare qualsiasi tipo di collaborazione con tali individui e a rivolgersi con la massima tempestivita' alle autorita' di polizia."


Dal sito dell'Agenzia delle Entrate

Tecnocrati Tags: Tasse, Truffe

martedì, marzo 21, 2006

Quante possibilità abbiamo ?

Leggendo questo articolo del Sole 24 Ore, ho avuto la sensazione che in questo Paese si debba veramente preoccuparci. Che nessuno si senta fuori da questi problemi. La nostra classe politica tutta deve riconoscere che non si puo più pensare che tutto si risolva con acrobazie e giochi di prestigio. Vorrei che prendessimo ad esempio quanto fatto in Germania: sforzo comune di tutte le forze politiche per tirar fuori il paese dalla crisi. Loro, evidentemente, ci tengono più di noi al proprio Paese. Il nostro famoso "stellone" ormai ha luce flebile.

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lunedì, marzo 20, 2006

Il poco senso dello Stato....

Oggi, con il poco tempo che ho a disposizione, vorrei sintetizzare il mio pensiero facendo notare cosa accade in altri paesi se si evadono le tasse. Dieci mesi di carcere "vero". Da noi è un "peccatuccio veniale" che può essere condonato all'occorrenza. E così il nostro "Bel Paese" se ne va a rotoli, e di soldi ce ne sono sempre meno. PAGARE TUTTI PER PAGARE MENO.

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sabato, marzo 18, 2006

Come gli stranieri percepiscono la situazione italiana

Stamattina, come mio solito, ho fatto un giro sui siti delle principali testate straniere. Mi interessa molto capire come siamo percepiti. Anche la percezione e gli stereotipi sull'Italia dipendono, a mio modo di vedere, dal tipo di comunicazione che viene esercitata dalle nostre Istituzioni, dalla nostra stampa nazionale. Vorrei attirare l'attenzione su due articoli in particolare, usciti rispettivamente sul Guardian e sul Financial Times. Credo che sarebbe opportuno per tutti prendere visione di questi articoli e provare a riflettere sulle ragioni per qui due autorevoli quotidiani si interessano, in maniera così allarmistica, alle problematiche italiane. E altro motivo di riflessione è capire se ci sono errori nella comunicazione che fanno i media del nostro paese oppure ci troviamo in una situazione così seria.

Riflettiamo.

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venerdì, marzo 17, 2006

La mia idea di giornalismo

La definizione da cui intendo partire è quella di “sguardo” giornalistico. Probabilmente in questo post, incorrerò in errori concettuali e errate definizioni, essendo io “novizio” dell’argomento. Perchè “sguardo” ? Mi sono fatto l’idea che, tra tutte le definizioni, questa sia quella che più conta. La recepisco come la capacità “conoscere le cose del mondo”, di saper cogliere e interpretare un fatto o un evento e di saperlo poi raccontare; un po’ come un poliziotto “vede” il suo mondo, le situazioni che lo circondano al fine di prevenire un fatto o di individuare un colpevole. Naturalmente non penso neanche lontanamente di avere questa capacità. Credo che sia lo strumento principale con il quale il giornalista lavora e che acquisisce con l’esperienza o grazie alla propria capacità di vedere le cose. Nel mio piccolo cerco di partire dal basso; grazie a tutto quello che ho studiato negli ultimi due anni e ai corsi che ho cominciato a frequentare di recente, mi sforzo, per il momento, di “allargare” lo sguardo di lettore, di non fermarmi alla prima interpretazione (quando le leggi sembrano tutte giuste), di mettere in opera il mio sapere (di recente acquisizione!). In questo senso le lezioni che sto seguendo hanno il pregio di fornirmi la chiave di lettura di qualcosa da cui sei sempre circondato: in fondo si dice questo della comunicazione, ormai è come l’aria, non la percepiamo più. La professione giornalistica mi affascina, ma sono assolutamente un neofita; professionalità tecnica, professionalità politica e culturale, sono concetti chiari ma nuovi, e ne consegue una difficoltà notevole, non di comprensione, ma di trasposizione della teoria in pratica. Nella pubblicazione di un mio professore c’è una definizione che sintetizza in “testa”, “sensibilità”, “volontà” la dotazione minima di un giornalista; chiare in termini teorici, necessitano dell’esperienza o “training on the job”. Il termine “sensibilità”, chiarito come “L’umana comprensione”, è una capacità rara a mio modo di vedere. Capacità che necessita in primis di un lavoro autoriflessivo, e poi rivolto al mondo circostante. Non leggo spesso articoli di giornalisti dotati di questa “sensibilità”. E’ chiaro poi che dietro a questa mancanza c’è un insieme di variabili che impediscono anche ai giornalisti più seri di esplicitare queste capacità. In fondo il giornale è un impresa che deve produrre utili, deve attirare lettori, di conseguenza si preferisce trasformare tutto in “breaking news”, sacrificando spesso proprio quella qualità fondamentale che è l’umana comprensione.

E’ chiaro che quanto ho esposto è relativo al mio approccio al giornalismo, che non è dei più semplici data la mia professione, abbastanza lontana dai temi affrontati finora, pur riguardando in qualche modo la comunicazione. Sono fortemente sollecitato ad approfondire le mie conoscenze in campo giornalistico anche se il mio lavoro è un altro. Da informatico osservo con interesse l’evoluzione del giornalismo online, convinto che internet e la stampa quotidiana assolvano a due compiti differenti; sul web hai un aggiornamento in tempo reale, ti aiuta a collegare articoli di identica tematica dello stesso editore o di editori diversi, consente di avere gli archivi storici a disposizione, permette in breve tempo il confronto di varie testate, ma non consente una lettura “attenta” e meditata come invece si fa sulla stampa cartacea. Non sono tra quelli che sostengono che il web soppianterà la carta, al contrario ritengo che i due “media” siano complementari.

Il lavoro da fare è ancora molto, come ho gia detto mi sento solo agli inizi, chi lo sa, un giorno potrei anche cambiare lavoro!



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giovedì, marzo 16, 2006

Salve

Oggi inauguro il mio blog. Le idee sono tante e confuse. Vorrei parlare di tutto e tutto in una volta. La prima domanda a cui vorrei rispondermi è perchè faccio questo. In fondo ci si mette un po' in gioco. La spinta arriva da due fronti. Il primo è che stò studiando questo fenomeno nei miei corsi universitari; il secondo è che finalmente ho scoperto un mezzo che ti permette di esprimerti senza per questo rimanere lettera morta. Mi auguro di non cadere mai nella retorica, ma soprattutto, come ho voluto esprimermi nel titolo del blog, di essere il piu possibile trasparente e onesto, con me e con gli altri. Che tutto ciò sia di buon auspicio. Un saluto a tutti i blogger, ed in particolare ad un mio carissimo amico.